Cádiz: Verso Libre sorprende con più di 2.000 partecipanti

Verso Libre chiude la sua seconda edizione a Cadice con oltre 2.000 partecipanti, 12 attività gratuite e quattro giornate di musica e letteratura.
 Festival Verso Libre en Cádiz reúne a más de 2.000 asistentes durante sus cuatro jornadas culturales - Imagen generada por IA
Festival Verso Libre a Cádiz riunisce oltre 2.000 partecipanti durante le sue quattro giornate culturali - Immagine generata da IA

Verso Libre ha riunito più di 2.000 persone a Cadice durante quattro giornate e conferma la sua crescita nella città. Il festival iberoamericano ha chiuso la sua seconda edizione con 12 attività gratuite dedicate alla letteratura, alla musica, al flamenco e al pensiero contemporaneo. Il numero è importante perché non parla solo di capienze: dimostra che Cadice risponde quando la cultura va incontro a pubblici diversi.

Più di 2.000 partecipanti in quattro giornate

Cosa spiega la crescita di Verso Libre?

Per Cadice, il dato ha una lettura chiara: Verso Libre è riuscito a riunire persone di diverse generazioni e sensibilità intorno a una programmazione culturale ambiziosa. Il festival non si è limitato a una singola disciplina né a un solo format, una decisione che amplia la sua capacità di attrarre sia lettori abituali sia chi arriva per la musica, il flamenco o i laboratori.

La seconda edizione si è svolta dall’8 all’11 ottobre sotto il motto Atlantide: tra il verso, il canto e il mare. La proposta ha preso ispirazione dall’opera incompiuta di Manuel de Falla e ha coinciso con il 150° anniversario della sua nascita e l’80° della sua morte. Quel punto di partenza ha permesso di unire memoria, creazione contemporanea e sguardo iberoamericano senza trasformare il programma in una semplice successione di omaggi.

Il Comune di Cadice ha valutato come uno dei grandi successi la diversità del pubblico. Ha inoltre sottolineato che il festival conferma la sua crescita rispetto alla prima edizione e consolida la sua presenza nel calendario culturale della città. Detto in modo meno istituzionale: Verso Libre non sembra più un appuntamento d’esordio, ma una proposta che inizia a essere attesa.

Dodici proposte gratuite e un pubblico ampio

L’accesso gratuito è stato una delle chiavi di una programmazione che mirava a raggiungere pubblici di diverse età. Durante quattro giorni si sono svolti conversazioni, concerti, laboratori e attività educative, con una combinazione poco comune nell’agenda culturale locale. La letteratura ha condiviso spazio con il canto, la scrittura creativa ha convissuto con il pensiero e la musica è apparsa come linguaggio comune.

  • Dodici attività gratuite distribuite tra diversi spazi culturali di Cadice.
  • Uno sguardo iberoamericano centrato sulle connessioni tra le due sponde.
  • Presenza significativa di donne creatrici e di nuove generazioni.
  • Attività per studenti e proposte familiari aperte al pubblico.

La direttrice letteraria, Violeta Dávila, ha descritto l’edizione come giorni straordinari e ha evidenziato la vicinanza con il pubblico e con una città che porta il talento creativo nel suo DNA. Ha inoltre sostenuto che Verso Libre serve a riscoprire quell’identità culturale gaditana. La frase ha una traduzione pratica: il festival non solo porta nomi nel cartellone, ma utilizza anche la città come parte della sua narrazione.

Da De Falla al Flamenco: così è stato il programma

L’avvio ha posto sul tavolo Cultura e intelligenza artificiale

L’apertura interessava particolarmente i lettori di Cadice perché ha proposto una conversazione sul futuro della cultura e sull’impatto dell’intelligenza artificiale. Il forum inaugurale Il futuro della cultura ha riunito rappresentanti di istituzioni culturali e creatori, con l’inaugurazione del sindaco di Cadice, Bruno García.

La prima giornata è proseguita con Figli dell’Atlantico, un incontro incentrato sulle connessioni tra il flamenco e le musiche di andata e ritorno. Faustino Núñez, David Palomar e Pituquete hanno partecipato a questa proposta, che si allineava con la vocazione del festival di relazionare tradizione e creazione contemporanea.

Quel giorno ci sono state anche attività per studenti di diversi istituti di Cadice e un laboratorio di scrittura creativa aperto al pubblico. Sono due dettagli che spiegano meglio la portata di Verso Libre di qualsiasi slogan: il festival ha cercato il dialogo sia con chi ha già un rapporto con la cultura sia con chi la sta ancora costruendo.

Quali momenti hanno riempito gli spazi culturali?

Venerdì, l’ECCO ha ospitato una delle giornate più importanti. La conversazione Duende, realismo magico e altre invenzioni, con Rosa Montero, Jorge Volpi e José Javier León, ha registrato il tutto esaurito. Il programma è proseguito con il concerto Intorno a Falla, interpretato dall’armonicista Antonio Serrano e dalla pianista Rosa Torres-Pardo.

La musica e la parola si sono incontrate di nuovo in Che fame, un dialogo tra il musicista Pepe Baena Nieto e lo scrittore Jesús Terrés. La miscela di formati è stata, proprio, una delle caratteristiche di questa edizione: non si doveva scegliere tra assistere a una chiacchierata letteraria o ascoltare un concerto. Il programma proponeva entrambe le esperienze nella stessa occasione.

Sabato sono arrivati altri momenti tra i più emozionanti. La conversazione Non è la fine del mondo. Istruzioni per immaginare il futuro, con Remedios Zafra e Sara Torres, tra gli altri partecipanti, ha invitato a riflettere su futuri possibili dalla cultura e dal pensiero.

Più tardi, L’amore stregone lo ha scritto una donna ha recuperato la figura di María Lejárraga e il ruolo delle creatrici dell’Età d’Argento, in un dialogo con Laura Hojman, Alberto Romero e María Estévez. Il recital di Sheila Blanco, Cantando a les poetesse del 27, ha portato la nota più emotiva della giornata davanti a un cortile della Casa di Iberoamerica completamente gremito.

La chiusura ha mantenuto la partecipazione del pubblico con due proposte di formato diverso. Il percorso Cadice si legge camminando ha trasformato diversi luoghi della città in palcoscenici per il recital di poesie e l’incontro con la parola. Dopo, Israel Suárez, conosciuto come Piraña, ha chiuso il festival con la masterclass familiare A colpi di cajón.

Un appuntamento che fa già parte del calendario di Cadice

Perché sono così importanti gli spazi scelti?

La scelta delle sedi è importante perché Verso Libre non si è concentrato in un unico edificio. La Casa di Iberoamerica, gli Antichi Depositi del Tabacco, l’ECCO e il Centro Municipale di Arte Flamenco La Merced hanno funzionato come palcoscenici collegati da un’idea comune: portare la cultura in luoghi riconoscibili di Cadice e fare in modo che il festival si percepisca come parte della città.

Quel percorso aggiunge una dimensione locale che un’agenda culturale chiusa in un solo edificio non avrebbe. Il percorso letterario lo ha fatto in modo esplicito, ma lo hanno fatto anche le conversazioni, i concerti e i laboratori. Cadice non appare solo come sede; appare come materia della programmazione.

L’assessora alla Cultura del Comune di Cadice, Maite González, ha interpretato i più di 2.000 partecipanti come una dimostrazione che la cittadinanza risponde a una programmazione culturale ambiziosa e di qualità. Ha inoltre difeso la collaborazione tra istituzioni e progetti culturali come via per avvicinare grandi proposte alla cittadinanza.

Un’alleanza tra Cultura, fondazioni e nuove generazioni

L’organizzazione del festival è a cura di Be Cooltural, in collaborazione con la Fondazione Paco de Lucía. L’edizione ha inoltre contado sulla partecipazione della Fondazione Feltrinelli-Anagrama e della Fondazione Carlos Edmundo de Ory, oltre a far parte dell’iniziativa comunale Cadice, una città di libro.

Verso Libre ha ricevuto anche un contributo dal Ministero della Cultura, attraverso la Direzione Generale del Libro, del Fumetto e della Lettura. Nel bilancio di Violeta Dávila, la Fondazione Paco de Lucía ha permesso di inserire musicisti di livello internazionale nel cartellone, mentre la Fondazione Feltrinelli-Anagrama ha avvicinato il festival alle nuove generazioni.

La lettura editoriale è semplice: la seconda edizione ha funzionato perché ha unito tre elementi che a Cadice hanno senso insieme, anche se non sempre compaiono nello stesso programma. La città, un’offerta gratuita e una programmazione capace di passare da Manuel de Falla alle poetesse del 27, dal flamenco all’intelligenza artificiale e da una conversazione a un laboratorio familiare.

Con più di 2.000 partecipanti, Verso Libre acquista peso nel calendario culturale di Cadice senza perdere il carattere di incontro che ha contraddistinto questa seconda edizione. Le sue quattro giornate hanno unito letteratura, musica, flamenco e pensiero in spazi emblematici, con una programmazione aperta e gratuita che guarda all’Iberoamerica. La sfida successiva sarà mantenere quella capacità di convocazione e continuare a fare di Cadice un palcoscenico per la conversazione culturale.

Domande frequenti

Quante persone hanno partecipato al festival Verso Libre?
Più di 2.000 persone hanno partecipato alla seconda edizione di Verso Libre durante le sue quattro giornate tenutesi a Cadice.
Quando si è svolta la seconda edizione di Verso Libre?
La seconda edizione si è tenuta dall’8 all’11 ottobre, con 12 attività gratuite legate a letteratura, musica, flamenco e pensiero.
Quali attività ha incluso Verso Libre?
Il programma ha incluso conversazioni, concerti, laboratori, un percorso letterario, proposte familiari e attività educative per studenti di diversi istituti di Cadice.
In quali spazi si è svolto il festival?
Le attività si sono svolte nella Casa di Iberoamerica, negli Antichi Depositi del Tabacco, nell’ECCO e nel Centro Municipale di Arte Flamenco La Merced.