Sonsoles Ónega, Premio a Málaga dopo più di 20 anni di Giornalismo

Sonsoles Ónega riceve a Malaga il Premio Internazionale Manuel Alcántara per il suo percorso e rivendica il tempo e il rigore contro la velocità.
Sonsoles Ónega recibe en Málaga el Premio Internacional Manuel Alcántara por su trayectoria periodística — Imagen generada por IA
Sonsoles Ónega riceve a Málaga il Premio Internazionale Manuel Alcántara per la sua carriera giornalistica — Immagine generata da IA

Sonsoles Ónega ha ricevuto a Malaga il Premio Internazionale Manuel Alcántara per una carriera di oltre due decenni nel Giornalismo e nella Comunicazione. La giornalista, che ha partecipato telematicamente alla cerimonia, ha sfruttato il riconoscimento per lanciare un messaggio diretto ai nuovi professionisti: la velocità non può sostituire la verità. L’evento ha inoltre premiato Livia Drusila Castro per un reportage multimediale sui migranti che attraversano il Messico sul treno noto come 'La Bestia'.

Un Premio di Malaga per una carriera costruita con diversi formati

Perché questo riconoscimento è importante per l’Università di Malaga?

Il premio ha una connessione diretta con Malaga: è indetto dall’Università di Malaga (UMA) insieme alla Fondazione Manuel Alcántara e al Diario Sur. La cerimonia si è svolta nella stessa università, con la partecipazione di rappresentanti delle tre entità e della giuria. Per i lettori malaghesi, non si tratta solo di un premio consegnato a una figura nota della televisione, ma di una distinzione nata nella provincia e legata all’eredità di un giornalista e scrittore malaghese.

La consegna è stata presieduta dalla vicereggente alla Cultura dell’UMA, Rosario Gutiérrez; dal presidente della Fondazione Manuel Alcántara, Antonio Pedraza; dal vicedirettore di Diario Sur, Juan Cano, e dal professore universitario Juan Francisco Gutiérrez, segretario della giuria. La composizione dell’evento riflette l’alleanza tra università, giornalismo e cultura che sostiene il premio.

Ónega ha ricevuto la distinzione per la sua carriera professionale nel campo del Giornalismo e della Comunicazione. La giuria ha messo in evidenza le sue più di due decadi di carriera e tre qualità specifiche: rigore, versatilità e capacità di trasferire strumenti giornalistici a formati televisivi di grande pubblico.

Cosa ha valutato la giuria in Sonsoles Ónega?

La valutazione non si limita alla sua presenza davanti alle telecamere. La giuria ha sottolineato il suo uso di strumenti propri del giornalismo, come l’intervista, la ricerca del contesto, la conversazione con protagonisti dell’attualità e la spiegazione di temi complessi. In altre parole: il premio riconosce un modo di raccontare, non solo una lunga permanenza nei media.

Le informazioni sul premio riportano anche un percorso legato alla radio, ai documentari e alla letteratura. Tra i lavori documentaristici citati figura 15M, ¿generación perdida?, affiancata da un’attività letteraria parallela. Questa combinazione aiuta a comprendere perché il riconoscimento parla di versatilità: la carriera attraversa vari supporti senza trascurare il lavoro giornalistico.

La giornalista ha partecipato alla cerimonia in modalità telematica e ha ringraziato per il riconoscimento ricordando le persone che l’hanno aiutata nel corso della sua carriera, in particolare le donne. Il gesto ha spostato il focus dal premio individuale a un percorso accompagnato da altre professioniste e collaboratori. Un dettaglio breve, ma significativo.

Il messaggio di Ónega: tempo, verità e mestiere giornalistico

Cosa ha chiesto ai giovani giornalisti?

Ónega ha incoraggiato i giovani giornalisti a non cedere in un mestiere che ha definito “duro, difficile e malpagato”. Il suo messaggio non è stata una frase amichevole di cerimonia, ma un avvertimento sulle condizioni e le esigenze di una professione che impone di mantenere il giudizio anche quando l’attualità spinge a pubblicare il prima possibile.

La giornalista ha anche messo in guardia sull’importanza di non “confondere velocità con verità”. La frase riassume una tensione molto riconoscibile in qualsiasi redazione: arrivare primi può sembrare una vittoria, ma un’informazione rapida e mal verificata perde ciò che le conferisce valore giornalistico.

Nello stesso spirito, ha difeso “la necessità di prendersi tempo per essere fedeli alla realtà”. L’idea si collega al nome stesso del premio e all’eredità che la Fondazione Manuel Alcántara vuole conservare: una scrittura e una pratica giornalistica attente al contesto, alle persone e alle sfumature.

Qual è il rapporto del Premio con i social network?

Ónega ha invitato i nuovi professionisti a “non sostituire i giornali con i social network”. La dichiarazione non elimina il valore delle piattaforme digitali, ma segna una differenza tra il canale dove circola una notizia e il lavoro necessario per verificarla, spiegarla e collocarla nel contesto.

Per il lettore la conseguenza è chiara. Una pubblicazione può arrivare in pochi secondi, ma ciò non garantisce che includa tutti gli elementi necessari per comprendere quanto accaduto. L’intervista, la documentazione e la spiegazione di temi complessi — tre risorse citate dalla giuria — restano parte del mestiere anche se cambia il formato.

Qui sta la lettura più attuale del riconoscimento concesso a Malaga: il giornalismo può adattarsi alla televisione, alla radio, ai documentari o agli ambienti digitali, ma non dovrebbe rinunciare alla verifica. La fretta fa rumore; il contesto lascia traccia.

Il Premio a Livia Drusila Castro completa la convocazione

Quale lavoro ha ricevuto il premio 'Giornalisti Giovani'?

La seconda sezione del Premio Internazionale Manuel Alcántara ha premiato Livia Drusila Castro per il reportage multimediale Il treno della morte: così è il viaggio dei migranti dal Messico agli USA nonostante la minaccia di Trump, pubblicato su Diario Público. Il lavoro racconta il viaggio di migranti attraverso il Messico a bordo de 'La Bestia', il treno merci utilizzato da chi tenta di raggiungere gli Stati Uniti.

La giuria ha apprezzato la sua “straordinaria forza narrativa” e il valore umano dei suoi documentari. Ha inoltre evidenziato la combinazione di testo, fotografie e una produzione audiovisiva di 20 minuti, una miscela presentata come esempio di reportage multimediale.

La struttura del reportage permette di raccontare il percorso attraverso diversi linguaggi giornalistici. Non si basa solo sul testo: aggiunge immagini e un pezzo audiovisivo esteso per avvicinare il pubblico alle storie di chi attraversa il Messico in condizioni particolarmente difficili.

Quali rischi racconta il reportage su 'La Bestia'?

Il lavoro documenta i pericoli del percorso, tra cui sequestri, violenza, sparizioni e condizioni estreme. Affronta anche le conseguenze dell’inasprimento delle politiche migratorie statunitensi e mostra come tali decisioni influenzino persone che già affrontano un viaggio segnato dall’insicurezza.

Il reportage include inoltre il lavoro de Las Patronas, un gruppo di donne che fornisce aiuto, cibo e rifugio ai migranti che attraversano il Messico. La loro presenza aggiunge una dimensione umana al racconto e mostra una rete di sostegno situata lungo un percorso di enorme durezza.

Castro è specializzata in reportage documentari e narrazioni audiovisive con focus sociale e sui diritti umani. Ha coperto sul campo questioni politiche e migratorie in Messico, Cuba, Cile e Sahara Occidentale, e risiede a Città del Messico, dove lavora come produttrice e regista per RTVE in Centro America.

Le due modalità del premio disegnano una continuità: da un lato una carriera consolidata come quella di Sonsoles Ónega; dall’altro il lavoro di una giovane giornalista che utilizza diversi formati per raccontare storie sociali. Antonio Pedraza, presidente della Fondazione Manuel Alcántara, ha spiegato che questa doppia via permette di riconoscere entrambe le fasi e contribuire a preservare l’eredità del giornalista e scrittore malaghese.

Il riconoscimento a Sonsoles Ónega situa a Malaga una conversazione sul rigore, il contesto e il tempo per informare, mentre il premio a Livia Drusila Castro rivendica il reportage multimediale e il valore umano di raccontare storie difficili. La cerimonia dell’UMA unisce così una carriera di oltre vent’anni a una nuova generazione che continua a cercare modi per spiegare la realtà senza perdere di vista i suoi protagonisti.

Domande frequenti

Che premio ha ricevuto Sonsoles Ónega?
Ha ricevuto il Premio Internazionale Manuel Alcántara per la sua carriera professionale nel campo del Giornalismo e della Comunicazione. La giuria ha evidenziato le sue più di due decadi di carriera, il suo rigore e la sua versatilità.
Dove si è svolta la consegna del premio?
La cerimonia si è tenuta all’Università di Malaga (UMA), istituzione che indice il premio insieme alla Fondazione Manuel Alcántara e al Diario Sur.
Cosa ha detto Sonsoles Ónega ai giovani giornalisti?
Li ha incoraggiati a non cedere in un mestiere che ha definito “duro, difficile e malpagato”. Ha inoltre chiesto di non confondere velocità con verità e di non sostituire i giornali con i social network.
Chi ha vinto il premio 'Giornalisti Giovani'?
Il premio ha riconosciuto Livia Drusila Castro per il reportage multimediale Il treno della morte, sul viaggio dei migranti attraverso il Messico a bordo de 'La Bestia'.