La scommessa dell’Italia per il Turismo: Draghi crea un ministero ad hoc

Da molti anni lo chiedono i tour operator in Italia e finalmente il nuovo leader del Paese ha gli dato ragione: il turismo avrà un suo portafoglio, separato da quello della Cultura, con cui ha operato fino ad ora. Il nuovo Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha già presentato il suo nuovo Governo, in cui uno dei principali sviluppi è la nomina di Massimo Caravaglia a capo del Ministero del Turismo. In questo modo Draghi ha voluto dare al turismo nel suo Esecutivo il peso che gli corrisponde nell’economia italiana proprio quando il settore sta vivendo la sua massima crisi a causa della pandemia di coronavirus.

L’ex presidente della Banca centrale europea, Mario Draghi, ha accettato la scorsa settimana la commissione di formare un governo di “emergenza” in Italia, dopo il fallimento delle trattative politiche per la ristampa dell’esecutivo di Giuseppe Conte.

In questo nuovo Esecutivo, composto da 23 ministri tra tecnici e rappresentanti dei diversi partiti che lo sostengono, il turismo ha ancora una volta un ministero indipendente, in cui sarà responsabile Massimo Garavaglia, appartenente alla Lega Nord di Matteo Salvini

Caravaglia è stato sottosegretario all’Economia nel governo Conte e ha ricoperto diversi incarichi nel corso della sua carriera politica.

Il messaggio di Draghi è chiaro: con la pandemia il turismo è stato duramente colpito e necessita di un’azione urgente e specifica. Sarà ora Caravaglia a dare quella spinta di cui hanno bisogno le politiche turistiche.

Draghi decide così di scindere il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, che è nelle mani di Dario Franceschini, del Turismo.

Proprio il turismo ha centrato il discorso di ieri del neo premier Mario Draghi prima del voto di fiducia alla Camera. L’ex presidente della Bce ha avanzato che, tenuto conto del peso del settore nell’economia italiana e dell’impatto che la pandemia ha avuto sulle aziende del settore, queste “dovrebbero ricevere aiuto con tutti i mezzi possibili”.
La reazione dell’industria turistica italiana è stata rapida: ha accolto con favore la creazione di un proprio Ministero che potrebbe finalmente dare voce a un settore che produce il 13% del PIL e impiega il 15% della forza lavoro.

“Era impossibile non dedicare un ministero a un settore che contribuisce con 44.000 milioni di euro alla bilancia commerciale italiana e registra un valore della produzione di 190.000 milioni”, afferma Ivana Jelinic, presidente di Fiavet-Confcommercio, riporta TTG Italia.

Da parte sua, María Carmela Colaiacovo, vicepresidente dell’associazione alberghiera italiana, ha ringraziato la creazione del Ministero del Turismo, “riconoscendo così finalmente il ruolo strategico del nostro settore per l’economia del Paese. Si conferma l’importanza economica della nostra attività”

“Il ministro Garavaglia deve affrontare una sfida complessa. Mai prima d’ora il settore alberghiero ha avuto bisogno di una strategia organica e di una visione di medio e lungo termine per tornare a crescere e competere nel mercato turistico mondiale”, ha affermato.

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