Ben Harper ci sorprende con un concerto intimo e suggestivo allo Starlite Festival

Ben Harper (all’anagrafe Benjamin Chase) è senza dubbio una delle stelle della musica statunitente. Il cantante e chitarrista ha saputo mescolare rock, folk, jazz, soul e gospel in uno stile unico che lo distingue ovunque si esibisca.

Harper si è esibito ieri sera da solo, accompagnato solo dalla sua leggendaria chitarra Weissenborn, a volte sostituita da una chitarra acustica, elettrica e da un piano. “Suonare in questo scenario è magico, l’acustica è eccezionale. Suonerò per voi come se fossi nel salotto di casa, offrendovi tè e biscotti”.

Il concerto si è aperto con le note melodiche di All my heart can take e Life Line, per poi diventare più rock con Walk away. L’artista ha colto l’occasione di presentare una canzone del suo ultimo lavoro discografico “Childhood home” che uscirà nei primi mesi del 2018 e che come di consueto mescola numerosi generi musicali, che Harper domina alla perfezione: rock, blues, soul, góspel, folk e funk.

C’è spazio anche per un accenno alla politica statunitense quando Ben Harper, senza usare mezzi termini, definisce Donald Trump “il peggiore presidente della storia degli Stati Uniti”. Poi di nuovo la musica torna protagonista, con la celebre Diamonds on the inside, seguita da Another lonely day, Glory Consequence e dalla sussurrata Born to love you.

Abbiamo vissuto una notte davvero intima e suggestiva, con Ben Harper che saluta il pubblico in piedi ad applaudirlo. “Non dimenticherò questa notte, una delle migliori della mia vita. Tornerò”

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