Eros Ramazzotti, più bella cosa non c’è allo Starlite Festival

Pubblico delle grandi occasioni allo Starlite Festival per l’unico concerto spagnolo nel 2017 di Eros Ramazzotti: tutto esaurito già da qualche giorno per un evento che la comunità di italiani di Marbella e della Costa del Sol aspettava da tempo.

Il cantante nato a Cinecittà, “dove è più facile sognare che guardare in faccia la realtà”, ma milanese di adozione ha presentato alcuni pezzi del suo ultimo album “Perfetto”, ma ha sopratutto ripercorso 30 anni di carriera mescolando grandi successi sia in italiano che in spagnolo.

“Per me è una grande emozione essere qui a Marbella per la prima volta, ma sopratutto voglio che le più grandi emozioni le provi il pubblico”, aveva anticipato Eros prima di salire sul palco e iniziare a cantare “La sombra del gigante”, seguita da “El tiempo no atiende a razones”, “Estrellas gemelas” e “Fábula”.

Per noi, abituati ad ascoltare Ramazzotti in italiano, può sembrare strano ascoltare alcuni pezzi storici come per esempio Adesso tu in spagnolo (Ahora Tu), ma ben presto ci si abitua e il potere della melodia avvolge tutti in una unica bandiera.

Un concerto in cui Eros ci ha mostrato il suo lato più istrionico, tanto che a tratti ci sembrava di vedere in scena il ricordo di attori come Alberto Sordi o Totò, come quando Eros, quasi interrompendo un pezzo, ha chiesto ad una persona del pubblico perché stesse uscendo dalla platea: “Dove stai andando? A fare pipì? Aspetta almeno un minuto che devo finire la canzone!”. Chissà cosa deve avere pensato la signora a cui Eros ha preso il cellulare di mano iniziando a parlare con chi stava dall’altra parte: “Lei è la mamma? Sappia che sua figlia è qui al concerto di Ramazzotti con quattro uomini!”

“Fate l’amore e non fate la guerra” ha incitato Eros avvolgendosi nella bandiera spagnola e italiana che il pubblico gli ha lanciato, quasi a volere gemellare i due paesi. Poi la musica è tornata di nuovo protagonista, fino alla mirabile interpretazione di “Cose della vita”.

Ramazzotti ha dimostrato ad un pubblico in prevalenza spagnolo, in cui però non sono mancati diversi connazionali, perché in carriera ha venduto quasi 70 milioni di dischi: pezzi come La Aurora, Ahora tu o Una emoción para siempre non hanno bisogno di presentazioni.

Uno show che ci ha consegnato un Ramazzotti più rock e meno melodico, che il pubblico ha apprezzato moltissimo, fino a pretendere i bis, “Un angelo disteso al sole” (cantata in italiano con l’accompagnamento di una sola chitarra), “Fuego en el fuego” (in spagnolo) per concludere con la arcinota “La cosa más bella”. Gracias por existir, Eros!

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