La Marbella delle male lingue, dell’invidia e della superficialità

Il nostro web magazine evidenzia solitamente ciò che Marbella e la Costa del Sol hanno di meglio da offrire. Non siamo mai stati né saremo un magazine di informazione politica o di cronaca, ne ci interessa il gossip, dato che ci occupiamo solamente di notizie di carattere economico e lifestyle.

Però oggi faremo una eccezione per parlare della presunta chiusura dello Starlite Festival di ieri sera e per rendere pubblico alcuni spunti e riflessioni che ne conseguono. Inanzitutto, una doverosa precisazione: la notizia diffusa da alcuni “organi di stampa” come per esempio Marbelladirecto, sulla chiusura dello Starlite Festival da parte del Comune di Marbella è totalmente falsa. Non lo abbiamo mai dubitato, anche dopo avere letto le prime notizie che sono uscite su alcuna stampa locale, perché siamo abituati a distinguere tra i professionisti e i ciarlatani.

Marbella da un lato ha la fortuna di essere abitata da grandi professionisti, ma anche la sfortuna di essere terreno fertile per una pressoché infinita schiera di parolai, cialtroni, incompetenti, invidiosi, malelingue.

Entrando nello specifico, noi di ViviMarbella frequentiamo lo Starlite Festival dalla seconda edizione e conosciamo molti aspetti del festival, che non riguardano solo l’ambito musicale ma anche l’enorme ripercussione che il Festival ha a livello turistico, di promozione, economico e sociale. Conosciamo inoltre il complesso meccanismo burocratico che si nasconde dietro licenze, permessi e normative. Sappiamo ben distinguere i “chapuzeros” da persone competenti.

Per questo siamo sempre dalla parte dei veri professionisti, l’unica categoria di persone che merita la nostra attenzione. Sappia il signor Sindaco e i fanatici di Podemos che c’è una certa differenza, anche dal punto di vista normativo, tra un bar de copas del Puerto Deportivo e un festival di livello internazionale che, secondo studi accreditati, ha mosso un giro d’affari di 80 milioni di euro in quattro anni.

L’attuale amministrazione sembra invece non conoscere questa sottile differenza, obbligando gli organizzatori di concerti di livello internazionale a rispettare le stesse normative in termini di orari di apertura di un bar di quartiere. Normative e orari che peraltro gli organizzatori hanno sempre rispettato, visto che ad oggi la Polizia municipale non ha riscontrato alcuna violazione.

Curiosamente la stessa amministrazione, quando ha deciso di incrementare il canone di occupazione del suolo pubblico di oltre 100.000 € di uno spazio che prima dello Starlite era una discarica a cielo aperto, ha invece valutato che lo Starlite va al di là di un semplice serie di concerti, essendo un mosaico di attività sociali, ludiche e culturali.

Non ci meraviglieremo se l’organizzazione dello Starlite Festival, visto la serie di ostacoli che l’attuale giunta e la sezione locale di Podemos pone sul cammino, decidesse di spostare la manifestazione in un’altra città.

Se così fosse (e ci auguriamo davvero di no), vincerebbe la Marbella delle male lingue e della invidia contro la Marbella di professionisti seri e competenti.

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