INTERVISTA ESCLUSIVA: Joaquin Cortes presenta il nuovo spettacolo “Gitano”

Probabilmente è il bailaor flamenco più conosciuto e popolare al mondo: all’età di 15 anni ha iniziato a girare i teatri più importanti come membro del Ballet Nacional de España e poi, fondando la propria compagnia di danza flamenca nel 1992, ha ottenuto un successo internazionale che dura ancora oggi.
Stiamo parlando di Joaquin Cortes che qualche giorno fa è venuto a Marbella, presso la incantevole cornice del Hotel Puente Romano, per presentare il suo nuovo spettacolo intitolato “Gitano”.
Uno show in cui Joaquin propone il suo caratteristico melting pot culturale, mescolando appunto il flamenco con altri generali, sia musicali che di “baile”.
“Gitano” sarà di scena a Marbella il 25 e 26 luglio all’interno del suggestivo Hotel Puente Romano: i biglietti, che partono da 55 euro, sono già in vendita in questa pagina web dedicata all’evento.
Siamo davvero felici che Joaquin abbia voluto concedere a ViviMarbella.com una intervista in esclusiva, iniziata in spagnolo ma poi proseguita in italiano (che Joaquin parla molto bene!)
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ViviMarbella: Joaquin, grazie innanzitutto per essere con noi oggi! Nel tuo spettacolo proponi quello che chiami “flamenco fusion”, uno stile che ti caratterizza. Di cosa si tratta?
Joaquin Cortes: Sono stato uno dei pioneri del flamenco fusion e posso con orgoglio dire di essere stato la persona che lo ha creato. Si tratta di mescolare il flamenco con altri generi, sia musicali che di danza. Mescolo il flamenco con la danza classica, con la danza contemporanea, con la danza moderna e dal punto di vista musicale lo mescolo con la musica latina, jazz, araba, classica, gospel ed altri generi. Il flamenco fusion è il risultato.

VM: Che importanza ha la colonna sonora in “Gitano”
JC: Senza dubbio è molto rilevante e ci tengo molto a sottolineare che si tratta di una colonna sonora originale. In scena di saranno 17 musicisti con una incredibile varietà di strumenti, dalla chitarra spagnola al violoncello, dai una selezione di fiati alle percussioni, accompagnati da sei cantanti, tre uomini e tre donne. Sul palco la musica incornicerà otto splendide ballerine e due virtuose bailaoras. (Nota: la differenza sta nel fatto che le bailaoras propongono solo balli flamenchi, mentre le bailarinas affrontano diversi generi)
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VM: Hai sempre avuto un rapporto speciale con l’Italia e gli Italiani. Cosa ti accomuna con i ballerini del nostro paese?
JC: Senza dubbio il calore e la passione delle nostre comuni radici mediterranee. Quando vado in Italia avverto sempre il calore del pubblico attorno a me e questo mi spinge a dare il massimo sul palcoscenico. Il flamenco è anche e soprattutto emozione, passione, intensità: cose che trovo ogni volta che vado nel vostro paese.

VM: Ci pare di ricordare che il rapporto che ti lega con l’Italia sia di lunga durata. Ti ricordi la prima volta che sei venuto nel nostro paese?
JC: Mi pare di avere avuto 13 o 14 anni ed ero con il Balletto Nazionale di Spagna! Poi ricordo come fosse ieri la prima volta con la mia personale compagnia di danza. Avevo 20 anni e ci siamo esibiti al Festival di Spoleto, in una meravigliosa cornice con un pubblico molto caloroso che mi ha dato forti emozioni.
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VM: Noi italiani abbiamo conosciuto il flamenco soprattutto grazie a te. Ma cos’è il flamenco per Joaquin Cortes?
JC: Il Flamenco è la cultura del mio popolo, il popolo gitano. Il flamenco nasce nella mia terra natale di Andalusia molto tempo fa, all’epoca dei Re Cattolici, ed oggi è una forma di vivere la vita in estrema libertà. Siamo un popolo nomade per definizione e amiamo portare il flamenco in giro per il mondo, come fosse una esplosione di gioia e sofferenza che viene dal profondo della nostra anima, che scorre in noi come sangue nelle vene. Con questo spettacolo, Gitano, entrerete nel mio io profondo, alla scoperta delle mie radici che spero vi faranno “despertar vuestro sentidos”, svegliare i vostri sensi.

VM: Quando porterai GITANO in Italia?
JC: Molto presto, anche se ancora non abbiamo stabilito delle date con certezza. Ho molta voglia di tornare ad esibirmi in Italia, che considero la mia seconda patria dopo la Spagna. Ho tanti bei ricordi e tanti amici che voglio salutare al più presto, come per esempio Giorgio Armani che ancora una volta ha vestito tutto il corpo di ballo in questo spettacolo. E poi ho voglia di tornare anche per assaporare alcuni piatti della vostra cucina: mi piace molto la cucina italiana, in particolare le due P: pasta e pizza!

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